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Se manca la collaborazione...

UOMO VS DONNA

 

Un  famoso libro sosteneva che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, ovvero che essere più diversi di così non si può!

 

La verità è che combattiamo con cervelli diversi e un retaggio culturale che ci allontana, ma non tutto è perduto, basta mantenere la calma e parlarsi.

 

Già, perchè perdere la calma e urlarsi a vicenda non è costruttivo, anzi si rischia di bloccarsi (più per orgoglio che per reali ragioni) sulle proprie posizioni e rifiutare il dialogo che semplificherebbe la situazione.

 

Partiamo dai retaggi culturali...

Uomo al lavoro a procacciare il cibo, donna angelo del focolare ad accudire la prole. Siamo nel 2019 ma questa visione dei ruoli nel mondo è dura a morire... Per fortuna ci sono molti uomini che sono perfettamente autonomi e capaci di collaborare nella gestione della casa, ma di soggetti che tornano a casa dal lavoro e si piazzano sul divano nullafacenti ne conosco eccome...

Dall'altro lato le donne si sono dovute duplicare se non triplicare: lavoratrici, mamme, mogli, cuoche, colf, amanti, amiche (qualcuna anche crocerossina!) cerchiamo di far coesistere tutti questi ruoli nelle 24 ore.

 

Diciamocelo, noi donne abbiamo due grossi problemi: uno è il confronto con le altre donne che sono sempre pronte col dito puntato a giudicare (e se non pulisci abbastanza la casa puntano il dito; e se pulisci troppo puntano il dito; e se non lavori puntano il dito; e se lavori troppo puntano il dito... non ci si prende mai!) ci sentiamo in dovere di essere perfette; l'altro è il confronto con le nostre madri e nonne che inspiegabilmente erano onniscenti e onnipresenti, quindi se loro riuscivano a fare tutto, anche noi ce la dobbiamo fare.

E non chiediamo aiuto, mai, a nessuno, ci lamentiamo con l'amica, ma chiedere aiuto al partner, no, guai!

Eppure siamo umane, siamo stanche, abbiamo momenti di debolezza... Ma ci ostiniamo a non chiedere aiuto fino a quando non scoppiamo e urliamo di tutto!

 

Continuiamo con il cervello...

I cervelli di uomo e donna sono diversi e sono focalizzati su cose diverse.

Quelli delle donne suu piatti sporchi nel lavello, quelli dell'uomo sul graffio del paraurti: sono punti di vista.

L'altro giorno mio marito stava cucinando (lui adora cucinare), io ho preparato una focaccia e ho acceso il forno. "Per favore - gli ho detto - quando suona il timer che segnala che il forno è in temperatura metti la focaccia in forno" "ok"

Il forno è a 15 cm da lui, nella stessa stanza e impiega circa 10 minuti ad entrare in temperatura per cuocere del pane. Dopo venti mi sono accorta che la focaccia era ancora sul tavolo. "ma non è suonato il forno??" "noooo!!"

La cosa è ovviamente impossibile: semplicemente era concentrato sulle zucchine e non ha minimamente sentito il timer.

Queste cose mi mandano in bestia, ma mi rendo conto che non lo fa con cattiveria o menefreghismo: davvero lui non l'ha sentito!

 

Quindi risolviamo...

  • Parliamo, chiediamo, diciamo le cose chiare e tonde. Ammettiamo che non possiamo arrivare ovunque. Diciamo "io oggi non mi sento bene/devo finire un documento/devo stirare, alla cena puoi pensare tu?" quasi certamente lui non si rifiuterà.
  • Poniamo delle scelte "Sabato mattina bisogna andare a fare la spesa e passare l'aspirapolvere. Io non posso fare tutto. Tu cosa preferisci fare per aiutarmi?" e lasciate che faccia ciò che ha scelto
  • Accettiamo la non perfezione. Quando si delega bisogna accettare che l'altro faccia le cose a suo modo, anche se non è il nostro modo: se la lavastoviglie è caricata non come vorremmo noi ma è caricata, andrà bene così. 
  • Io quando non ci sono, quando faccio tardi o sono in trasferta, scrivo, lascio post it, liste di cose da fare, commissioni. Quando torno di solito un buon 80-85% sono state fatte senza bisogno di discutere.

 

Provate e poi ditemi! 

BIMBI CHE COLLABORANO

 

Ovviamente con i bambini è un po' diverso: ogni bambino ha i suoi tempi, le sue abilità.

All'inizio sarà un gioco come un'altro, un'attività normale, poi (forse!) inizieranno i capricci e un rifiuto verso attività che vengono percepite come una limitazione, ma non perdiamoci d'animo! 

Possiamo però provare a dare degli input in questo senso fin da subito soprattutto attuando due semplicissime strategie:

  1. la prima è l'esempio: non potete pretendere da vostro figlio che riordini le proprie cose se siete voi i primi a lasciare oggetti in disordine e vestiti buttati a caso. E' piccolo ma vi vede!
  2. la seconda è il non riordinate di nascosto, quando lui/lei è già a nanna, o non capirà mai cosa accade: il giorno dopo troverà magicamente i giocattoli nei loro contenitori e l'unica attività possibile sarà quella di tirar fuori tutto di nuovo. Deve capire che non passano nani e folletti a riordinare, ma è la mamma (o il papà) a fare questa operazione: vedendovelo fare, giorno dopo giorno, ne prenderà coscienza e diventerà normale smistare prima di andare a dormire (o passare al gioco successivo)

Un'altra cosa da evitare è umiliare il bambino ricordandogli sempre che "sei piccolo, quindi faccio io!". Lo so che spesso se facciamo da sole facciamo prima, ma in questo modo il bambino non imparerà mai! Proviamo a rallentare i tempi e chiedere "mi aiuti ad apparecchiare?" oppure "tieni tu la lista della spesa?". Il bambino si sentirà grande ed estremamente gratificato!

A seconda dell'età potete chiedergli di:

  • DAI 3 ANNI - Riporre i giocattoli, mettere i vestiti sporchi nel cesto della biancheria, annaffiare le piante
  • DAI 4 ANNI - Appaiare i calzini
  • DAI 5 ANNI - Aiutare durante la spesa, mettere via la spesa, apparecchiare e sparecchiare
  • DAI 6 ANNI - Rifare i letti, passare l'aspirapolvere
  • DAI 7 ANNI - Caricare e scaricare la lavastoviglie

Non sottovalutiamo anche il potere dell'esperienza negativa: se apparecchiando dovesse rompere un piatto o un bicchiere, imparerà a sue spese che ci sono oggetti frangibili che vanno trattati con maggiore cura; se versandosi l'acqua la farà uscire dal bicchiere imparerà che la deve sollevare con due mani. Ovviamente parliamo di piccoli e innoqui incidenti che possono capitare a chiunque, ma che ai fini dell'esperienza del bambino sono importantissimi!

Non ci sarà bisogno di sgridarlo perché capirà da solo il guaio combinato e ne farà tesoro.